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Ilaria Sula, 22 anni, trovata morta in una valigia. L’ex fidanzato ha confessato l’omicidio

Il 25 marzo era uscita dall’abitazione romana che condivideva con alcuni coinquilini non facendo ritorno, frequentava la triennale di Statistica all’università di Roma La Sapienza ed era originaria di Terni, dove risiede la famiglia. Questa mattina all’alba, 2 aprile, è stato ritrovato il corpo di Ilaria Sula, 22 anni, in un’area boschiva in fondo a un dirupo, a sud-est della Capitale, all’interno di un valigione. Domani il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini nominerà l’equipe medico-legale che dovrà effettuare l’autopsia.
 L’ex fidanzato Mark Antony Samson, 23 anni, fermato ieri sera e portato in Questura, nella notte ha confessato, raccontando agli investigatori dove si trovava il corpoOmicidio volontario e occultamento di cadavere, le ipotesi di reato. Le indagini degli investigatori della polizia di Stato della squadra mobile di Roma e del commissariato San Lorenzo si sono concentrate fin da subito su di lui. L’aggressione sarebbe avvenuta nella casa del ragazzo, in via Homs, nel quartiere Africano, mentre erano presenti nell’abitazione anche i suoi genitori. Il padre e la madre non sono al momento indagati. L’appuntamento trappola, la scusa di un ultimo incontro chiarificatore, poi l’omicidio con diverse coltellate in casa e il corpo riposto in una grande valigia, prima di essere portato a 40 chilometri dall’appartamento e gettato in un dirupo. 

“Mi dispiace per quello che ho fatto”, si è limitato a dire il ragazzo nel corso dell’interrogatorio davanti al pm. Nel corso del confronto, Samson non ha voluto fornire risposte sul movente, sul giorno in cui è avvenuto il delitto e sulle ore precedenti alla drammatica aggressione. Chi indaga, però, ha messo in fila i tasselli di quanto raccontato dall’indagato nelle primissime ore del fermo. Presumibilmente Ilaria è stata uccisa la sera stessa della scomparsa, dunque martedì 25 marzo, in quello che sembra un delitto d’impeto. Ma gli inquirenti e gli investigatori sono al lavoro per cercare elementi di una eventuale azione premeditata. Dopo avere posto fine alla vita della ragazza, con la quale aveva avuto una storia sentimentale durata alcuni mesi, il 23enne ha infilato il corpo in una valigia che ha trascinato fino alla sua auto. Da via Homs ha raggiunto la zona di Poli, centro a circa 40 km da Roma. Li si è sbarazzato del corpo lanciandolo in un burrone. Subito dopo Samson è risalito in auto. Tornato in città – così avrebbe raccontato – ha gettato il coltello in un cassonetto e il telefono della ragazza in un tombino nella zona di Montesacro. Gli inquirenti sono in cerca dell’arma e, soprattutto, del cellulare: l’indagato l’ha infatti utilizzato per cercare di depistare le ricerche, cancellando i profili social di Ilaria e inviando laconici messaggi di rassicurazione ai parenti e alle amiche con cui divideva un appartamento nel quartiere di San Lorenzo, a poca distanza dalla università.

Proprio l’analisi delle celle e dei tabulati hanno, però, incastrato Samson: il telefono della ragazza ha portato gli inquirenti all’abitazione di via Homs. E risposte ulteriori potrebbero arrivare dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, che potrebbero avere immortalato le fasi precedenti al delitto o le “operazioni” per portare via il cadavere. Nei giorni successi alla scomparsa, nel tentativo di allontanare i sospetti, lo studente si è recato dalle amiche di Ilaria per informarsi, per sapere che fine avesse fatto la sua ex fidanzata. Gli inquirenti analizzeranno anche il cellulare del ragazzo, cercando di recuperare eventuali comunicazioni intercorse tra l’indagato e la vittima nelle ore precedenti all’accoltellamento. A Roma sono arrivati da Terni i familiari della ragazza. “Non riusciamo a darci una spiegazione. Perchè lo ha fatto? Non capiamo perché lo ha fatto”, dice tra le lacrime il fratello Leon aggiungendo di avere parlato con Ilaria l’ultima volta due settimane fa. “Era venuta a trovarci a Terni – ricorda – Era tranquilla e non mi ha parlato di problemi. Poi solo messaggi, ma non sono sicuro che li abbia scritti lei”.

Flamur Sula, il padre di Ilaria, al programma “Chi l’ha Visto?”, racconta: “L’ultima volta che abbiamo sentito Ilaria era martedì e ci ha detto che sarebbe tornata a casa sabato. Lei vive con le amiche a Roma, dove frequenta l’università. Quella è stata l’ultima telefonata, poi abbiamo ricevuto dei messaggi dal suo cellulare. Era come se fosse stata mia figlia che scriveva: ‘Ciao pa’, non ti preoccupare. Sto bene. Mi sono allontanata con un ragazzo e una ragazza. Torno a Terni tra un mese’. 

E poi mi ripeteva: ‘Non ti preoccupare sto bene’. Questa cosa ci ha insospettito, se era davvero mia figlia mi chiamava. Sabato siamo andati a fare la denuncia di scomparsa. Poi, domenica, abbiamo incontrato in questura il ragazzo di mia figlia, non sapevamo che si erano lasciati. Ci ha detto che gli dispiaceva tanto, che era preoccupato per la scomparsa. Sembrava tranquillo, mi ha dato anche un abbraccio”.

Mark Antony Samson viveva con i genitori in un appartamento nel quartiere Africano a Roma. Studiava Architettura e era definito nel quartiere “sorridente e gentile”. Una “famiglia di lavoratori” hanno ripetuto in tanti stamattina. Il papà fa le pulizie in una palestra della zona”. Trascorreva il suo tempo tra gite in bicicletta e le escursioni in montagna, motivo per cui conosceva bene la zona impervia, in provincia di Roma, dove si è poi disfatto del cadavere di Ilaria Sula. Il ragazzo è ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. 

Il ritrovamento del corpo di Ilaria, avviene subito dopo il femminicidio di Messina. 

Entrambe 22enni, entrambe studentesse universitarie. E tutte e due, Sara Campanella e Ilaria Sula, vicine al sogno di una professione faticosamente inseguita: nel campo della biomedica, per Sara, in quello della statistica per Ilaria. Un percorso formativo comune, proprio come quello riservato loro dal destino, uccise entrambe a coltellate. Un destino drammaticamente uguale per tante donne che rifiutano un legame, o che vogliono interromperlo: quello di essere uccise.

Sara e Ilaria hanno detto no a ragazzi dominati da un desiderio possessivo e malato e per questo sono state ammazzate. Ragazzi che purtroppo oggi non sanno accettare un “No”

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