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Agrigento, Codacons: Condividiamo la candidatura a città della cultura ma ci preoccupa il bilancio 

CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA? SPERIAMO. MA EVITIAMO DI DIVENTARE CAPITALE MONDIALE DELLA BANCAROTTA.

Chiesta ufficialmente la copia del Business Plan del progetto per la candidatura a città della cultura 2025(1)

I cittadini di Agrigento, a cui Codacons intende dar voce, vogliono conoscere in dettaglio le coperture finanziarie dei progetti inclusi nel dossier presentato in sede di candidatura. Il fabbisogno economico, infatti, appare quantomeno il quadruplo rispetto al finanziamento ministeriale riconosciuto alla città selezionata. 

Intendiamo complimentarci con il sindaco, con l’onorevole Mangiacavallo e con tutti i principali attori della candidatura di Agrigento a Capitale italiana della cultura per il 2025. La nostra città, il nostro territorio, ha tutto il diritto di ambire a questo riconoscimento, sia al fine di recuperare un ruolo coerente con la nostra storia e il nostro patrimonio artistico, archeologico, paesaggistico e culturale, ma anche quale impulso per le dinamiche future. Siamo convinti, fermamente, che la cultura sia portatrice di crescita economica sana, di arricchimento generale di un territorio, nei confronti di tutti i cittadini che, pertanto, si troverebbero a beneficiare di un eventuale riconoscimento su scala nazionale. E i complimenti ai promotori sono anche relativi all’inclusività che gli stessi hanno ricercato e conseguito in termini di coinvolgimento dell’intero territorio, di una vasta e variegata area geografica, con tanti comuni e importanti comunità locali che credono, concretamente, nel ruolo propulsore della crescita culturale. 

Codacons svolge le sue battaglie quotidiane finalizzate al recupero della qualità della vita dei cittadini, a iniziare dalle segnalazioni di disservizi gravi e inaccettabili, in ogni ambito amministrativo, comunale e non solo. La qualità dei servizi essenziali, quali quello idrico, dei rifiuti, dei trasporti, è oltremodo scadente, come noi continuiamo a ripetere. E, a proposito di cultura, vogliamo costituire uno stimolo per chi amministra, affinché la dignità dei cittadini non sia continuamente calpestata dalle dure leggi della cattiva politica, che continua a trattare i propri utenti come sudditi ai quali si può fare di tutto, tanto non avranno mai il diritto ad alzare la testa. Con forza e determinazione, noi ci poniamo e ci porremo sempre contro la cattiva amministrazione della cosa pubblica. 

La domanda odierna di Codacons, posta a nome dei cittadini, è semplice, concreta: chi investirà i diversi milioni di euro necessari alla realizzazione di tutti i progetti contenuti nel dossier presentato il 29 ottobre? Esiste un business plan? I bilanci comunali sono in grado di assorbire gli sforzi finanziari occorrenti? 

Ci auguriamo che l’Amministrazione Comunale di Agrigento quale capofila del progetto si sia posta tali domande, e che si premuri a fornire risposte a una cittadinanza a tutt’oggi privata di tutti quei servizi essenziali che la pongono stabilmente agli ultimi posti nelle classifiche di qualità della vita. 

I cittadini agrigentini, da sempre privati dell’acqua potabile, di un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti degno di questo nome, di strade percorribili, di trasporti pubblici decenti, in quadro di igiene pubblica e gestione del patrimonio comunale deficitario, quando reclamano i propri diritti ottengono sempre la stessa risposta, ossia quella che mancano i fondi. Come mancano i fondi da destinare alla refezione scolastica nelle scuole agrigentine, servizio a cui dovranno rinunciare centinaia di famiglie che non potranno permettersi di pagarlo, così come il servizio assistenza igienico personale in favore degli alunni disabili gravi frequentanti le scuole dell’infanzia e primaria. A questo punto, tutti ci chiediamo da dove salteranno fuori i tanti milioni di euro necessari per realizzare un progetto ambizioso, augurandoci che nel programma di investimenti sia stato previsto e ottenuto l’intervento di tanti privati, fondazioni, banche, imprenditori illuminati. Se così non fosse, pretenderemo che la popolazione conosca la verità, ad ogni costo.  

(1) Il Business Plan (o piano industriale) è un documento che descrive un progetto imprenditoriale. Comprende: obiettivi, strategie, vendite, marketing e previsioni finanziarie. Un business plan aiuta a chiarire la tua idea di business.

IL Responsabile Regionale Dipartimento Trasparenza Enti Locali

Giuseppe DI ROSA

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